Aurora rally kit LITE Husqvarna 701

Dopo 2 anni e mezzo circa e diverse migliaia di chilometri è giunta l’ora di tirare un po’ le somme e dare una mia valutazione su questo kit rally.
La cosa che mi spinse a sceglierlo fu principalmente l’aspetto estetico, in quel periodo era senz’altro il più bello di tutti e direi che anche adesso resta sempre tra i più belli per la fascia in cui si colloca.

Caratteristica principale il famoso morsetto a “ragno” di fissaggio al telaio ricavato dal pieno e frutto di attenti calcoli strutturali fem, dalla forma particolare molto leggero dal fissaggio molto pratico che usa i 4 fori filettati già presenti sul cannotto di sterzo del telaio corredato da un cavallotto di sicurezza che ne garantisce il fissaggio anche in caso venissero meno gli altri agganci, cosa per altro molto improbabile se non impossibile.
Di sicuro Aurora si distingue nel campo per il fatto che nessuno dei suoi kit richiede modifiche al telaio cosa da non sottovalutare per la garanzia dei mezzi nuovi.

Il kit si compone di :

  • morsetto per il fissaggio al telaio
  • torre di navigazione in alluminio/acciaio e materiale plastico
  • staffa supporto per navigatore gps
  • gruppo luci di derivazione Ktm
  • staffe e bulloneria di fissaggio
  • plexiglass cupolino
  • pannelli laterali carena
  • presa USB con interruttore
  • kit adesivi
  • istruzioni di montaggio pdf

Sia il gruppo luci che il cupolino sono articoli provenienti dal catalogo Ktm (450 rally) a tutto vantaggio della qualità e reperibilità pezzi, un pò meno per i prezzi.

La qualità è ottima e il tutto si traduce in un montaggio abbastanza semplice e il risultato finale rivela un ottima precisione di assemblaggio dell’insieme.
Il prezzo è allineato alla qualità costruttiva per i profani può sembrare alto, ma le lavorazioni di questo genere sono molto costose.
Il risultato estetico finale è davvero notevole perché la moto assume un look davvero molto vicino alla cugina 450 rally replica.

Entriamo un po’ nel dettaglio

Il materiale scelto per il corpo principale della torre è l’alluminio, questo a tutto vantaggio dell’affidabilità rispetto alle torri monoblocco in carbonio che sono difficilmente riparabili e in caso di forte urto tendono a rompersi a differenza dell’alluminio che si piega.
Sono presenti anche acciaio verniciato per la staffa che collega la parte alta del cupolino e staffe plastiche che in caso di urto assorbono energia limitando i danni alla struttura principale.
Alla fine sopra a tutto troviamo la piastra porta strumenti anch’essa in morbido alluminio montata su 4 silent-block per limitare le vibrazioni.
La conformazione stretta del “tunnel” centrale della torre che da un lato la rende snella dall’altro rende difficoltosa la sistemazione dei cablaggi dell’impianto elettrico che già non sono molto lunghi e serve una bella dose di pazienza e di tempo per riuscire a fissare tutto in modo da proteggere dalle vibrazioni i vari componenti in modo da evitare il contatto con le pareti e quindi lo sfregamento.

Nonostante questo ci viene in aiuto il fatto che tutto il lato destro della torre è praticamente una piastra unica e una volta infilate le 2 viti sul morsetto si auto-sostiene anche senza il fissaggio del lato sinistro che funge da chiusura finale quindi ciò aiuta molto nella disposizione dei cavi.
Una volta terminato la sistemazione dei cavi elettrici le due parti verticali si chiudono a sandwich e la torre diventa un corpo unico.

Il gruppo ottico dei proiettori anche se ben regolati a conti fatti non fanno molta luce infatti sul sito vengono proposti fari più potenti, ma aimè non omologati per l’uso stradale.

Gli indicatori di direzione (si usano gli originali della moto) invece trovano agevolmente posto sui lati della torre, restando all’interno del cupolino quindi ben protetti da eventuali urti.

Alla guida

Alla guida non si percepisce molto l’aumento di volume dell’anteriore grazie alla trasparenza del cupolino.
Inoltre abbiamo un notevole riparo dal vento efficace per piloti fino al metro e 75 di statura come il sottoscritto.
Non si avvertono vibrazioni ne rumori strani la sensazione di robustezza è indubbia.
Osando in passaggi stretti dove la vegetazione è fitta il plexy si dimostra molto robusto anche se alla lunga inevitabilmente la superfice accusa qualche graffio.
Stranamente ho registrato sulla protezione dei fari un principio di fusione proprio nella parte centrale, ma è solo un puntino circoscritto, probabilmente al ritorno di un giro dove ho sporcato di fango il frontale la temperatura della lampada si è fatta sentire, ma nulla di grave.

Considerazioni finali

In conclusione pur essendo rimasto in generale molto soddisfatto vorrei trattare quello che almeno dalla mia esperienza è il risvolto più “negativo” e cioè la fragilità dei pannelli laterali.
Anche se sono fatti in ABS sono molto sottili, ma è soprattutto la forma dettata dall’andamento del plexy (e dal dover mantenere la compatibilità con il kit completo di serbatoi) che li rende bombati e sporgenti dalla sagoma affilata della 701 rendendoli così molto esposti agli urti.
Infatti mi è bastato appoggiarla a terra avendo la sfortuna di non aver potuto appoggiare il manubrio che la fiancata è andata in 1000 pezzi con conseguente danneggiamento del radiatore.
Certo che i radiatori siano troppo esposti sulla 701 non è certo colpa di Aurora, ma il fatto che le fiancate siano fragili e voluminose è un dato di fatto.
Forse averle proposte in carbonio avrebbe attenuato almeno il problema della frantumazione, ma tant’è che il problema c’è e anche montando con difficolta un proteggi radiatori in tubolare non si resta del tutto al sicuro.
Dobbiamo anche considerare che il prezzo della singola fiancata non è proprio basso però nel mio caso in Aurora sono stati molto gentili e disponibili nell’applicare un sostanzioso sconto.

Per altre foto e dettagli tecnici vi rimando al sito del produttore aurora-rally.com

PRO
-Design e progettazione
-Pezzi Ktm OEM
-Qualità costruttiva

CONTRO
-Poco spazio per i cablaggi
-Fari poco potenti
-Fiancatine fragili ed esposte

Ti potrebbe interessare anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Questo contenuto è proprietà di enduroscout riproduzione riservata!